lunedì 19 maggio 2008

DOPO ORIONE LA PRIMA A DESTRA



Sembra che su una luna di Saturno ci possa essere qualche forma di vita.
Sembra che su Marte abbiano trovato tracce di sale, segno di passati bacini marini.
Sembra che esistano miliardi di miliardi di stelle con altrettanti miliardi di bilioni di sistemi solari simili al nostro.
Sembra…sembra...
Ma allora dove diavolo sono questi benedetti alieni???
Sono troppo lontani da noi e non riescono a raggiungerci? Oppure ci inviano segnali che noi non riusciamo a decifrare?
Quanti interrogativi quando ci si addentra in tematiche del genere. Troppi !
La tendenza insita nell'uomo di razionalizzare e dare un senso a tutto ciò che lo circonda, spinse i nostri antenati a “collegare” in costellazioni le migliaia di luci che rischiarano il paesaggio celeste notturno. Spesso non c'è nessuna rassomiglianza tra le costellazioni e le figure di cui portano il nome ma queste sagome sono simboliche allegorie, sono le personificazioni di dei, di animali sacri, di racconti ed in ultima analisi, dei sogni degli uomini.Una delle più grandi e splendenti costellazioni del cielo è la costellazione di Orione ed è li che puntano le piramidi di Giza. La costellazione di Orione rappresenta la figura di un uomo mentre affronta la carica del toro, rappresentato nella vicina costellazione. Le stelle Betelgeuse e Bellatrix (la combattente o l'amazzone) raffigurano le spalle d'Orione; in mezzo è posta la cintura (le stelle Mintaka, Alnilam e Alnitak). In alcune regioni d'Italia le tre stelle della cintura sono identificate con i re Magi. Più in basso, si trovano Saiph e Rigel, che segnano rispettivamente il ginocchio e il piede. La nascita di quest'asterismo risale ai Sumeri, che l'associarono al mito di Gilgamesh. Per i Greci, invece, Orione era figlio di Poseidone, dio del mare, ed Euriale, figlia del re di Creta Minosse. Si narra che una notte, sull'isola di Chio, corteggiò Merope, figlia del re Enopione. Questo suscitò l'ira d'Enopione, che lo fece accecare e lo allontanò dall'isola. Orione si diresse verso l'isola di Lemno dove Efesto, impietosito dalla sua cecità, lo affidò alla guida di Cedalione, che lo condusse verso est, da dove sorgeva il sole e lì riacquistò la vista. Il mito di Orione è legato anche alle Pleiadi (rappresentate dall'omonimo ammasso nel Toro, M45), le sette figlie d'Atlante e Pleione, delle quali s'innamorò. Secondo la tradizione Orione trovò la morte a causa di uno scorpione. L'eroe osò offendere Artemide (Diana), dea della caccia, affermando di essere in grado di uccidere qualsiasi animale della Terra. Quest'ultima, indignata, generò uno scorpione che lo punse a morte. Entrambi furono poi portati in cielo, ma collocati in punti opposti affinchè il velenoso animale non potesse più insidiare il grande cacciatore. Quando le stelle dello Scorpione sorgono ad est, Orione, sconfitto, tramonta ad ovest. La morte d'Orione lasciò solo e disperato il suo fedele cane Sirio, che ululò per giorni e giorni fino a che Zeus non lo trasformò in una costellazione (Cane Maggiore).
Ed è in questo ambiente surreale che mi piace immaginare un qualsiasi omino verde che perso in qualche galassia ci guarda da “lassù” chiedendosi perché non rispondiamo ai suoi segnali.

1 commento:

marco ha detto...

ahahh ma stai qui ora? Ti aspettiamo per una serata. ciao